Salendo verso il Tuscolo, tra i boschi sopra Monte Porzio Catone, c’è un portone sempre chiuso. Dietro c’è uno dei luoghi più riservati dei Castelli Romani: l’Eremo Tuscolano, il monastero degli eremiti camaldolesi costruito all’inizio del Seicento.
Che cos’è l’Eremo Tuscolano?
È un monastero di eremiti, cioè di monaci che vivono in gran parte da soli, in preghiera e in silenzio. Appartiene alla Congregazione degli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona ed è la sua casa generalizia: qui risiede il Padre Maggiore, la guida di tutta la congregazione, e qui c’è il noviziato per l’Italia.
L’eremo sta a oltre 500 metri sulle pendici del Monte Tuscolo, nel territorio di Monte Porzio Catone e dentro il Parco Regionale dei Castelli Romani.
Quando fu costruito?
I lavori cominciarono nel 1607 e durarono circa sei anni. L’eremo fu costruito sul luogo di un’antica villa romana, negli stessi anni in cui le famiglie dei papi riempivano queste colline di ville: Villa Mondragone, Villa Vecchia e le altre ville tuscolane. I monaci scelsero apposta un punto appartato, lontano dalla vita delle corti.
Chi sono i Camaldolesi di Monte Corona?
I Camaldolesi seguono la regola di San Romualdo, il monaco benedettino che fondò l’eremo di Camaldoli, in provincia di Arezzo. Nel 1520 padre Paolo Giustiniani lasciò Camaldoli per una vita ancora più solitaria e fondò l’eremo di Monte Corona, vicino a Umbertide, in Umbria: con il permesso di papa Leone X nacquero altri eremi, e papa Clemente VII riconobbe la nuova compagnia, diventata autonoma nel 1529.
Dopo l’Unità d’Italia l’eremo di Umbria fu abbandonato e nel 1861 la casa generalizia si spostò qui, sul Tuscolo. La congregazione non è mai stata numerosa: nel Settecento, al suo massimo, contava poco più di cinquecento religiosi in una trentina di eremi.
Com’è fatto?
Il complesso è grande e articolato. Vicino all’ingresso ci sono gli edifici comuni; sulla sinistra sono allineate circa quindici piccole case, dove vivono i monaci. Al centro c’è la chiesa di San Romualdo, con la facciata del Settecento. L’eremo ha anche una biblioteca di circa trentamila volumi sulla storia degli ordini religiosi, aperta solo agli studiosi.
Si può visitare?
No, non come luogo turistico. Il portone resta chiuso e un avviso spiega che la visita è possibile solo con autorizzazione e non per turismo. Alle donne l’ingresso è vietato, salvo la portineria. La regola vale ancora oggi.
Si può però arrivare fino al portone: in macchina dalla strada che sale verso il Tuscolo, con una breve deviazione, oppure a piedi da Frascati. La passeggiata nei boschi e il silenzio del posto valgono la salita, magari unendola alla visita del Parco archeologico del Tuscolo.
Che vino nasce all’eremo?
Intorno all’eremo ci sono vigne. Da quelle uve si produce un Frascati Superiore DOCG che porta il nome dell’eremo e che è stato indicato come vino ufficiale del Giubileo della Misericordia. È un altro filo che lega queste colline al vino di Monte Porzio Catone.
In breve
- Cos’è: l’eremo e la casa generalizia degli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona.
- Dove: Via del Tuscolo 45, Monte Porzio Catone, a oltre 500 metri sulle pendici del Tuscolo.
- Costruito: dal 1607, in circa sei anni, sui resti di una villa romana; casa generalizia dal 1861.
- Dentro: circa quindici casette dei monaci, la chiesa di San Romualdo, una biblioteca di circa trentamila volumi.
- Visite: non turistiche, solo con autorizzazione; vietato l’ingresso alle donne.
Info pratiche
- Luogo
- Sacro Eremo Tuscolano
- Indirizzo
- Via del Tuscolo 45, 00078 Monte Porzio Catone (RM)
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Fonti
- Lazio Turismo, Eremo Tuscolano (Camaldolesi), Monte Porzio Catone
- Il Mamilio, L'Eremo tuscolano dei camaldolesi
- GCatholic, Sacro Eremo Tuscolano, Monte Porzio Catone
- Wikipedia, Camaldolese
- Vinoway, Frascati Superiore Eremo Tuscolano vino del Giubileo della Misericordia
Scritto da Osteria Il Tinello, Monte Porzio Catone. Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026. Hai trovato un errore? Scrivici su WhatsApp.