Barco Borghese: la piattaforma romana sotto Villa Mondragone

Ville 4 min di lettura Aggiornato il
In breveIl Barco Borghese è una grande terrazza artificiale di circa 220 per 250 metri lungo la strada tra Frascati e Monte Porzio Catone, davanti a Villa Mondragone. Sotto c'è una struttura romana del I secolo a.C. con circa 180 ambienti a volta; nel Cinquecento e Seicento diventò riserva di caccia e giardino delle famiglie Altemps e Borghese. Oggi si visita con guida, su prenotazione.

Chi sale da Frascati verso Monte Porzio Catone passa accanto al Barco Borghese quasi senza accorgersene. Dalla strada si vede un muro, un viale di ulivi e, oltre, un grande prato piatto. Sembra un campo. In realtà è il tetto di una delle costruzioni romane più grandi dei Castelli Romani.

Cos’è il Barco Borghese?

È una terrazza quadrangolare di circa 220 per 250 metri, affacciata sulla campagna romana, davanti all’ingresso di Villa Mondragone. Non è un pianoro naturale: in gran parte poggia su sostruzioni romane, cioè su un enorme basamento di ambienti in muratura coperti a volta, costruiti per creare una superficie in piano sul fianco della collina.

Sopra, nel Rinascimento, le grandi famiglie romane che possedevano le ville tuscolane ne fecero prima una riserva di caccia e poi un giardino all’italiana, con una fontana in tufo al centro. Il nome viene da lì.

Perché si chiama “Barco”?

“Barco” è la forma antica di “parco”: nelle ville del Cinquecento indicava il recinto dove si teneva la selvaggina per la caccia. Il complemento “Borghese” viene dalla famiglia che lo possedette dal Seicento.

Quanto è antico e com’è fatto sotto?

Le murature sono in opera reticolata, la tecnica romana con piccoli blocchetti di pietra squadrati disposti a rete, e fanno datare la costruzione verso la metà del I secolo a.C., in età tardo repubblicana.

Sotto la terrazza ci sono circa 180 ambienti voltati (il direttore del polo museale, in un’intervista del 2012, ne indica circa 190), organizzati attorno a due gallerie parallele lunghe circa 137 metri e alte circa 8. La parte costruita copre circa 16.000-20.000 metri quadrati, a seconda delle misurazioni; considerando anche il terrapieno, l’intero complesso arriva a circa 50.000.

Il lato nord, quello rivolto verso Roma, era una facciata monumentale scandita da semicolonne. Probabilmente già un secolo dopo la costruzione ci furono dei crolli: i Romani rinforzarono le strutture con nuovi muri e restrinsero alcune volte. Nel I secolo d.C. diversi ambienti furono trasformati in cisterne, e in una piccola stanza restano iscrizioni dipinte sull’intonaco, legate al deposito di marmo o di polvere di marmo usata per gli intonaci.

A cosa serviva?

Qui le certezze finiscono, ed è il bello del Barco. La lettura tradizionale lo considera il basamento di una grande villa di un aristocratico romano, come molte altre sui colli tuscolani. Gli archeologi che ci hanno lavorato più di recente fanno notare che la pianta non somiglia a quella di una villa, e propongono altre ipotesi: un santuario, oppure una grande piattaforma con portici. Ad oggi nessuna è dimostrata.

Cosa è successo dopo i Romani?

  • Medioevo. Negli scavi sono emersi materiali dell’VIII secolo: l’area non fu mai del tutto abbandonata.
  • Cinquecento. Nella seconda metà del secolo il cardinale Marco Sittico Altemps acquisì la zona, dove nacquero Villa Tuscolana e poi Villa Mondragone. La terrazza fu recintata e diventò riserva di caccia; parte delle sostruzioni fu usata come stalle.
  • 1613. Il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V, comprò le proprietà degli Altemps. Ville, casali e terreni formarono il cosiddetto Burghesianum, e il Barco diventò giardino all’italiana.
  • Ottocento. La proprietà passò ai Gesuiti e le gallerie sotterranee furono affittate per coltivare funghi. Le nuove aperture fecero qualche danno, ma il rivestimento messo sulle pareti per la coltivazione finì per proteggerle.
  • Oggi. Il sito è rimasto chiuso al pubblico fino al 2005. Dopo i restauri si visita un percorso sotterraneo, gestito dal polo museale di Monte Porzio Catone.

Si può visitare il Barco Borghese?

Sì, con visita guidata su prenotazione. Il percorso scende nelle gallerie e negli ambienti romani, dove si vedono le volte, le murature originali e le scritte antiche tracciate sull’intonaco. Orari e prenotazioni cambiano con le stagioni: si trovano aggiornati sul sito ufficiale del sistema museale.

Prima o dopo il Barco vale la pena passare dal Museo della Città, nel centro storico, che espone parte dei reperti trovati negli scavi e aiuta a capire il contesto.

In breve

  • Dove: Via Frascati 62, Monte Porzio Catone, davanti all’ingresso di Villa Mondragone.
  • Cos’è: terrazza artificiale su circa 180 ambienti romani del I secolo a.C.; poi riserva di caccia e giardino di Altemps e Borghese.
  • Visita: guidata, su prenotazione.
  • Vicino: Villa Mondragone, il Tuscolo, il centro storico.

Info pratiche

Luogo
Barco Borghese
Indirizzo
Via Frascati 62, 00078 Monte Porzio Catone (RM)
Mappa
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Orari e visite
Sistema museale Museum Grand Tour, sito ufficiale: orari e prenotazioni possono cambiare, controlla lì prima di partire.

Fonti

  1. A. Ambrogi, M. B. Savo, Il Barco Borghese, Vivavoce n. 62, 2007
  2. F. Portelli, intervista a M. Valenti sul Barco Borghese, Vivavoce n. 111, 2012
  3. M. Valenti, Museo della Città di Monteporzio, Vivavoce n. 62, 2007
  4. Visit Castelli Romani, Barco Borghese
  5. Discover Places, Monte Porzio Catone. Barco Borghese

Scritto da Osteria Il Tinello, Monte Porzio Catone. Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026. Hai trovato un errore? Scrivici su WhatsApp.